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Metaverso: alzi la mano chi non ne ha abbastanza di sentire questa parola. Ok, non c’è nessuna mano alzata. Il nostro feed social ne è invaso, gli articoli che parlano di metaverso escono in continuazione. Potrebbe trattarsi di una buzzword. Ma forse no.

Forse stavolta qualcosa è cambiato davvero. Forse per la prima volta, con il metaverso per la prima volta stiamo andando verso l'integrazione tra mondo fisico e digitale, quel mondo phygital di cui si parla tanto. 

Alcune aziende hanno iniziato a guardare alle opportunità commerciali offerte dal metaverso. L’orizzonte è ancora tutto da scoprire, ma qualche territorio è già stato scoperto.

Nel metaverso si usano le stesse scarpe del mondo reale ma con i neon incorporati

Entrare nel metaverso non è privo di insidie: tra regole per la privacy sempre più stringenti e truffe di ogni tipo, bisogna fare molta attenzione a come ci si muove per non incappare in sgradevoli sorprese.

Ma non temere, ci siamo noi. Per questo approfondimento abbiamo intervistato Gianna Morana, Head of Social a Lotrèk (aggiungila su Linkedin) e il team digital di CRCLEX, studio legale specializzato in digital e privacy, primo studio legale ad avere una sede nel metaverso e nostro partner.

Gianna e Giuno sorridono alle magnifiche sorti e progressive del metaverso

Ciao Gianna, cosa intendiamo per metaverso e perché da qualche tempo se ne parla così tanto?

A dirla proprio tutta il concetto di metaverso esiste da circa 30 anni. Il termine compare per la prima volta nel romanzo di ambientazione cyberpunk Snow crash di Neal Stephenson, pubblicato nel 1992. In quel mondo narrativo il metaverso era uno spazio tridimensionale in cui le persone potevano muoversi e interagire.

Per anni il concetto è stato confinato alla cerchia di appassionati di fantascienza. Il 28 ottobre 2021 Mark Zuckerberg ha presentato il nuovo brand Meta a Facebook Connect 2021 e ha mostrato la visione della sua azienda per il metaverso. Da allora, la parola e il concetto sono entrati nella comunicazione mainstream e tutti hanno iniziato a parlarne.

Zuckerberg però non ha inventato nulla. I metaversi di fatto esistevano già e da un bel po’ di tempo. Pensa ad esempio a tutte quelle realtà, come Second Life, in cui le persone vivevano l’esperienza virtuale di un io che poteva prendere mille incarnazioni. Mark Zuckerberg ha il primato di essere stato il primo a comunicare questo concetto alle grandi masse.

Eppure a livello di mercato Meta è un player importante perché gode di una community enorme: 2,80 miliardi di utenti attivi utilizzano Facebook mensilmente. Quindi, nonostante Horizon Worlds, la piattaforma multiplayer AR di Zuckerberg, sia attualmente piuttosto limitata, è quella di cui forse si parla di più.

Più che di metaverso, quindi, si dovrebbe parlare di metaversi: le piattaforme sono tante e ognuna ha una sua specificità.

Il primo tweet mai twittato. Venduto come NFT per 2.900.000 dollari

Interessante! Quali sono oggi gli altri metaversi?

Sul terreno si confrontano diversi player. Per fare qualche esempio Roblox, Decentraland, Sandbox, Bloktopia o Earth 2 sono fra i più importanti. Anche Fortnite, il famoso sparatutto in terza persona, può essere considerato un metaverso, cioè una piattaforma in cui si possono ricreare esperienze virtuali.

Anzi, proprio su Fortnite si sono viste le prime iniziative da parte delle aziende che puntavano a mescolare reale e virtuale, ancora prima che il metaverso fosse noto al grande pubblico.

Ricordate il concerto di Ariana Grande ad agosto del 2021? Prima di lei toccò a Travis Scott, quando nel 2020, in piena quarantena mondiale, raccolse al suo show virtuale una platea di oltre 27 milioni di giocatori su Fortnite.

Questo NFT della serie Bored Ape Yacht Club è stato venduto alla bellezza di 852,39 ethereum che all’epoca corrispondevano a 3.408.000 dollari

Ma quindi si tratta solo di un mondo virtuale?

No, anzi. Si tratta forse di un cambio di paradigma. La parte interessante del metaverso sta tutta qui. Gli ambienti di realtà virtuale esistono da qualche decennio. Ma prima c’era una barriera tra mondo digitale e mondo fisico. Il metaverso mira invece ad abbattere questa barriera. Lo fa riproducendo, per così dire, alcune dinamiche del mondo fisico nel mondo virtuale. Aspetti della vita reale come avere un’identità unica e riconoscibile, possedere un’opera d’arte, o utilizzare una moneta con valore reale per pagare beni e servizi sono alcune delle novità del metaverso.

Gli NFT sono proprio l’esempio più rappresentativo. NFT è un acronimo che sta per Non-Fungible Token. Si tratta di un sistema per identificare gli oggetti nel mondo digitale. ll funzionamento è basato sulla blockchain che garantisce che quell’oggetto virtuale, che può essere una t- shirt, un disegno, una canzone, il primo tweet pubblicato su Twitter o qualsiasi contenuto digitale, sia unico e non sostituibile.

Questo è un elemento di garanzia sull’originalità ad esempio dei prodotti acquistati sul metaverso. Come nel mondo reale esiste solo una Gioconda e tutte le riproduzioni sono come copie e riconosciute come tali, il sistema NFT fa in modo che un oggetto digitale sia unico, che il suo possessore possa dichiarare di avere l’originale anche se, teoricamente, si possono generare milioni di riproduzioni identiche dello stesso.

Si tratta di una grossa novità. Fino ad ora internet ci ha abituato al fatto che tutto è facilmente riproducibile. Le copie di un file sono tutte identiche tra di loro. Il concetto di “originale” aveva poco senso nel mondo digitale. Gli NFT cambiano tutto questo, introducono un principio di scarsità nel mondo digitale, dove fino a ora hanno regnato l’abbondanza, l’anonimato, la copia.

Questo, unito all’altra tecnologia basata sulla blockchain, le cripto valute, ha aperto per le imprese e per il business enormi spazi di azione.

L’NFT della maglia rosa del Giro d’Italia

Le aziende sfruttano già il metaverso per motivi di business. Ci fai qualche esempio?

Gli esempi possono essere tanti e riguardano aziende di tutte le dimensioni. Ad esempio Nike ha lanciato una propria città su Roblox, Nikeland. Spotify ha creato una propria isola, Spotify Island, sempre su Roblox. Ancora, Coca Cola ha mosso il primo passo verso il metaverso già nel 2021, lanciando i suoi primi oggetti da collezione su Decentraland.

Ma qual è il senso di comprare un pezzo di terra digitale? Per capirlo bisogna alzare lo sguardo. Iniziative come questa sono un modo per le aziende per connettersi alle prossime generazioni, di fatto i consumatori del futuro, che sono il pubblico principale dei vari metaversi.

Non a caso, il settore dell’entertainment è forse quello che ha fatto da apripista. Il rapper Snoop Dogg ha acquistato delle land sul metaverso Sandbox per creare un’arena dove trasmettere dei concerti di alcuni artisti. Possiamo dire che il metaverso sia l’ultima frontiera dell'entertainment. Non a caso il settore dei videogiochi per primo ha sperimentato con questo tipo di ambienti virtuali. Parliamo quindi di un target tra i 15 e i 24 anni che è quello dei concerti negli stadi, è quello che vuol vivere le esperienze.

Il metaverso è un un punto di contatto con il futuro che le aziende non possono ignorare anche perché nel momento in cui inizi a presidiarlo fin dagli albori hai la possibilità di dettare le regole anziché subirle. Per questo colossi come Nike, Gucci, Balenciaga, Spotify, Carrefour, hanno presidiato da subito questi mondi virtuali.

Ma per trovare esempi di usi del metaverso a fini di business possiamo guardare anche ad esempi più vicini a noi. Alcune aziende, hanno utilizzato il metaverso per promuovere iniziative di marketing.

Uno degli ultimi esempi è il Giro d’Italia che ha fatto un progetto in blockchain con gli NFT. Praticamente, alcuni oggetti iconici come la maglia rosa e i trofei sono stati trasformati in NFT. Poi sono stati messi sul mercato. In questo modo, chi vuole può acquistarli ed essere l’unica persona a possedere le versioni digitali di quegli oggetti. Chi poteva dire, fino a poco tempo fa, di possedere una maglia rosa digitale originale?

Anche nel campo del marketing vediamo alcuni brillanti esempi di uso degli NFT. Layla Cosmetics ad esempio ha lanciato una collezione di 10 NFT. Chi li acquista ha accesso per tutta la vita a una serie di vantaggi unici. Ad esempio, ha uno sconto del 25% finché possiede l’NFT, riceve in anteprima collezioni in serie limitata come ad esempio le PR box, può conoscere i prodotti in anteprima o ancora visitare una volta l’anno la fabbrica di Layla Cosmetics. La cosa interessante è che si tratta di un’esperienza che inizia sul metaverso ma ha poi dei risvolti concreti nel mondo fisico.

Gli NFT creati da Layla Cosmetics

Ganzo! Ma quindi, se io ho un’azienda e voglio sfruttare il metaverso a fini di business cosa mi consigli di fare?

La prima cosa da fare è pensare a come l’azienda si vede nei prossimi 5-10 anni. La visione del futuro è importante per sapere dove si sta andando, soprattutto per capire se per un’azienda ha senso presidiare il metaverso, ma anche quale tipo di metaverso presidiare, con quale tipo di progetto farlo.

Per avere queste informazioni, è fondamentale conoscere il proprio pubblico. I consumatori di domani avranno esigenze diverse da quelle di oggi. Potranno presentarsi nuove opportunità. Ma cogliere queste opportunità è possibile solo se sappiamo chi siamo e dove vogliamo andare, se sappiamo chi è il nostro pubblico di oggi e quale vogliamo che sia quello di domani.

C’è un altro punto da considerare. Al momento il metaverso offre tantissime possibilità. Io lo definisco il west 4.0: tutto è da esplorare, ci sono tantissimi metaversi e tanti ne nasceranno e moriranno. Ci sono e ci saranno delle nicchie, ci saranno dei metaversi più o meno popolati. Un po’ come nella vita reale, ognuno sceglierà il proprio posizionamento e il metaverso da presidiare in base alle affinità e agli interessi comuni delle persone che lo frequentano.

Tuttavia entrare nel metaverso non è semplice come aprire una pagina su un social network. Ci sono diversi aspetti legali da tenere in considerazione sia per tutelare la propria azienda sia per tutelare i propri clienti.

Ma su questo lascio la parola agli esperti di CRCLEX che ormai da tempo si occupano di questi argomenti: l’avvocato Alfredo De Felice specializzato in Diritto delle Tecnologie e Giacomo Marcia specializzato in Privacy, Data Protection e diritto delle nuove tecnologie con particolare focus su NFT e Digital Signage.

CRCLEX è uno studio legale specializzato in digital e privacy. Nel 2020 e nel 2021 lo studio è stato selezionato nella lista dei migliori studi legali dell’anno creata da Il Sole 24 Ore e Statista. È stato il primo studio legale ad avere una sede in un metaverso.

Leggi l’intervista a CRCLEX

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